A Discovery of Witches 2 : un tuffo nella storia. Recensione

A Discovery of Witches 2: un tuffo nella storia

La seconda stagione di questa serie fantasy supera la prima per intensità e spettacolarità. Si immerge nella storia d’Europa, coinvolgendoci e facendoci porre delle domande. Se un film ci stimola a documentarci su qualcosa che non conosciamo a fondo o abbiamo in parte rimosso, ha già raggiunto un ottimo risultato. Molto spesso la passione per la conoscenza nasce da stimoli casuali e, soprattutto, mai imposti. Questa stagione è più complessa della prima e ricca di spunti che la rendono estremamente intrigante, come solo la storia può esserlo.

Un amore proibito

Su SKY è disponibile la seconda stagione della serie televisiva tratta dai romanzi della All Soul Trilogy di Deborah Harkness, che narrano del tormentato amore tra una giovane strega e un antico vampiro. Detta così, può sembrare una serie dark o horror, ma in effetti è soltanto una storia d’amore condita da un po’ di mistero e da qualche (lieve) brivido.

D’altronde, in ogni rappresentazione teatrale che si rispetti non mancano mai “isso, essa e ‘o malamente” ossia “lui (l’eroe), lei (l’eroina) e l’antagonista (il cattivo)”, solo che qui i cattivi sono più di uno e appartengono al mondo del soprannaturale.

A Discovery of Witches 2

La prima stagione, tratta dal primo volume della saga, Il Libro della Vita e della Morte, si era conclusa con la strega Diana Bishop (interpretata da Teresa Palmer) e il vampiro Matthew Clermont (interpretato da Matthew Goode) costretti a lanciarsi in un rischioso viaggio nel tempo per salvare il loro amore.

La Congregazione tra vampiri, streghe e demoni, proibiva i legami tra creature di specie diverse e in conflitto da millenni. Ai due amanti non restava che andare alla ricerca del Libro della Vita, in cui avrebbero trovato la verità sui reali rapporti tra le specie.

Quel libro era nascosto in un passato remoto e misterioso, ma era l’unico modo per rendere possibile il loro amore proibito.

La Trama

A Discovery of Witches 2

In questa nuova stagione, tratta dal secondo volume della saga, L’Ombra della Notte, la ricerca del Libro della Vita si spinge indietro nel tempo, fino all’Inghilterra elisabettiana del XVI secolo.

Diana e Matthew si muoveranno tra le persecuzioni religiose di fine ‘500, la Francia, la Boemia, fino a incontrare la Regina Elisabetta e il padre di lui, per potersi finalmente guadagnare il ritorno al presente.

Il viaggio nel tempo sarà però un’esperienza che i due innamorati vivranno in maniera diversa.

Lei scoprirà con curiosità cose fino ad allora solo immaginate e lette sui libri, mentre lui dovrà confrontarsi con il proprio passato e affrontare i tormenti già vissuti in quell’epoca remota.

Diana troverà la sua maestra di arti magiche e potrà imparare a usare i propri poteri, scoprendo di essere una strega tessitrice, forse una delle ultime, in grado di creare incantesimi.

Matthew, intanto, dovrà combattere con la propria natura violenta, figlia del tratto ereditario della sua stirpe. Tuttavia, i due amanti andranno avanti per la loro strada, irta di pericoli, che dovrà condurli al libro misterioso denominato Ashmole 782, cui solo Diana può accedere e a cui è vincolata la loro vita nel ventunesimo secolo.

Ci riusciranno? Non sono qui per rivelare nulla, ma ci sarà un’altra grande sorpresa a conclusione della stagione.

«La seconda stagione è più intensa in tutti i sensi. La posta in gioco è più alta, il pericolo più diffuso, il romanticismo più profondo, gli ostacoli che i personaggi affrontano sono più grandi» Teresa Palmer che interpreta Diana

A Discovery of Witches 2
La scrittrice Deborah Harkness

La Recensione di Silvio Coppola

La grande novità di questa saga fantasy è che i vampiri sono creature che non vivono di sangue umano (almeno, non necessariamente), non escono solo di notte, non si trasformano in pipistrelli e non hanno i classici denti canini di Dracula.

Insomma, sono persone all’apparenza normali, così come le streghe e i demoni. Creature che conducono una vita fondamentalmente pacifica, perfettamente integrate con gli umani, e che sono in via di estinzione.

Il vampiro Matthew Clermont è addirittura un cristiano praticante, con tanto di crocifissi in casa, cui si rivolge in preghiera.

Insomma, Deborah Harkness ha avuto il coraggio di abbandonare tutti i cliché della letteratura di genere e di reinventare una nuova identità per streghe, demoni e vampiri. Creature non più così spaventose come un tempo, ma in grado di vivere pacificamente con gli umani e perfino di innamorarsi di loro.

Ci sono dei precedenti, come American Gods e Good Omens, ma l’approccio della Harkness al genere è sicuramente più soft e romantico.

Tra i due periodi in cui si svolge l’azione corrono 400 anni, intervallo in cui Matthew Clermont è cambiato.

Sono i suoi amici del XVI secolo a notarlo, trovando i suoi modi diversi, meno duri di quelli di un tempo. Tuttavia, il contatto con quella realtà rischia di danneggiare il nuovo Matthew, quello di cui Diana è innamorata, e di riportarlo alle vecchie, cattive abitudini. La domanda che ci si pone è dove sia finito il Matthew del 1590. Quando appare quello del ventunesimo secolo, sembrerebbe che qualcuno abbia messo il vecchio in naftalina. Questo è un paradosso a cui gli autori non danno una risposta, ma io credo, seppur nell’ambito del fantasy, che bisognerebbe sempre dare un significato a tutto.

Uno dei quadri più belli della stagione è quello che descrive la nascita dell’amore tra Marcus, della progenie vampira di Matthew e suo collega di laboratorio, e Phoebe, una ragazza umana. A lei Marcus rivela la propria identità, mettendo in pericolo se stesso e la sua famiglia, mentre lei decide di amarlo nonostante sia a conoscenza della sua vera natura.

In conclusione

La serie TV non tradisce chi ha letto i romanzi, né delude chi vorrà leggerli successivamente. Consiglio sempre di leggere i libri da cui sono tratte le trasposizioni televisive e cinematografiche perché forniscono inevitabilmente maggiori informazioni sulla storia e sui personaggi. Se qualcosa non ci è chiaro, il libro probabilmente ce lo chiarirà. Inoltre, la lettura diretta consente di formulare un personale giudizio critico senza il filtro della scrittura televisiva.

A Discovery of Witches è una storia d’amore fantasy con poche tracce di horror, molti riferimenti storici e una buona dose di simboli esoterici.

Lo consiglio a chi ama i romanzi storici e le trame ricche di spunti fantastici e occulti. Il messaggio che si cela dietro l’intera narrazione è quello della diversità e del superamento delle barriere razziali. La Congregazione non vuole che le creature si mischino tra loro, né tantomeno con gli umani, ma è proprio quello che fanno i protagonisti della vicenda. Quindi, streghe con vampiri, vampiri con umani, demoni che generano streghe e quanto di meglio possa far impallidire i capi della Congregazione. Un bel messaggio per essere un fantasy.

Restiamo in attesa della terza e credo conclusiva stagione, che sarà tratta da Il Bacio delle Tenebre, ultimo capitolo della All Soul Trilogy. Intanto, si può sempre sapere come va a finire, leggendo il libro. Basta andare in libreria.

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