Alfiere presenta il suo secondo singolo “Sicuro come l’oro”

Alfiere

Dopo essersi presentato con il suo singolo d’esordio Il solito horror, Alfiere ritorna con un nuovo brano intitolato Sicuro come l’oro in uscita oggi 15 febbraio 2022, secondo estratto dal suo EP Gradi di libertà in arrivo quest’anno e prodotto da Ludovico Clemente. Con un arrangiamento un po’ vintage e sonorità leggere, l’autore stempera un tema sociale difficile e più che mai attuale.

Usa parole forti, a tratti crude e taglienti, viaggiando su un filo sottile tra la presa di coscienza e l’ammonizione severa. Il noto detto popolare “sicuro come l’oro” spiega infatti il dominio schiacciante della ragione dell’uno contro la ragione dell’altro, l’esaltazione della verità che sentiamo di avere in tasca, pronti a difenderla fino all’assurdo. E’ il caos che noi stessi alimentiamo a spingerci verso la ricerca smaniosa di una risposta finale, che possa spiegare ogni cosa, fugare ogni dubbio, darci importanza nella nostra piccolezza.

“E poi giù, giù, giù nel mare, dove il fiato non può uscire per parlare, ma solo per affogare” è dunque la celebrazione del silenzio; un luogo nel quale immergersi per prendere le distanze dal rumore e dal veleno.

Nel brano, Alfiere si rivolge a una società spesso incapace di analisi critica e profonda, che riflette poco e straparla (“esperti della sera con nessuna voglia di tacere”) oppure che trasforma le proprie frustrazioni quotidiane in odio da riversare sul prossimo (“leoni da tastiera in una polveriera da far esplodere”). Una società ancora acerba, nonostante l’avanzamento scientifico-tecnologico, che deve essere “svezzata” dalla cultura e dall’educazione, soprattutto sul piano delle competenze emotive, dell’ascolto, del rispetto di sé e dell’altro, della condivisione… che sono poi la vera ricchezza, l’oro dell’umanità.

Il pezzo si conclude con una riflessione amara e più che mai attuale, ma che per come stiamo imparando a conoscere Alfiere vuole spronare a una crescita che parta anzitutto da sé“di questi tempi pure l’oro non è così sicuro”, ossia prendiamo coscienza dell’incertezza che ci coinvolge tutti e abbassiamo le armi.


“Viviamo ancorati alle nostre certezze, spesso rigide e che non desideriamo siano messe in discussione. Ci fermiamo alle verità alle quali ci conviene credere, a quelle che si sposano meglio con i nostri bisogni, che nutrono i nostri vuoti. E quelle sicurezze finte, ostentate, diventano parole che creano confusione e conflitto, specialmente nei momenti più complessi che la società umana attraversa. Parole che troppo spesso feriscono, svalutano, umiliano, escludono.”

Di cosa parlava il suo primo singolo invece?

Come in un film in cui ti puoi salvare / Ma quando è steso a terra non gli dai il colpo fatale”. Per il suo singolo d’esordio, Alfiere prende spunto da una tipica situazione dei film horror: quella in cui il persecutore è a terra ma la vittima non sfrutta l’occasione di dargli il colpo di grazia, consentendogli così di ripresentarsi più volte. Una metafora che dà anche all’artista, psicologo di professione, l’occasione di elaborare su concetti che hanno a che fare con il funzionamento della nostra mente: Il solito horror, uscito il 29 ottobre 2021 (peraltro giusto in tempo per Halloween), racconta le fatiche della vita quotidiana nel complesso percorso di crescita personale dell’essere umano. A volte la scena “horror” ce la confezionano altri, ma più spesso di quanto crediamo la allestiamo da soli diventando al contempo killer e vittime di noi stessi, schiavi delle nostre abitudini peggiori o invischiati ripetutamente in relazioni tossiche.

Ma il brano racconta anche la strada verso la svolta, che deve passare necessariamente dal conflitto (con l’altro e con noi stessi) e che ci costringe a metterci a nudo di fronte a emozioni divoratrici quanto umane e sane come la disperazione, l’ansia, la rabbia. Se questo processo ci spinge al cambiamento, possiamo trovare il nostro riscatto.
 

“Quando scrivo tendo a perdermi nei meandri dei miei viaggi mentali e ad avere uno stile complesso e articolato. Stavolta invece volevo uscire con un pezzo concreto, comprensibile, spendibile, ma che non rinunciasse a trasmettere un messaggio psicologico profondo, positivo, di trasformazione.”

Se te la sei persa ecco l’intervista di Passione Vera su Instagram

Chi è Alfiere?

Alfiere, nome d’arte di Alessandro Pieri, è un cantautore originario di Finale Ligure. Vive a cavallo tra Pavia e la provincia Savona, lavorando come psicologo specializzato in apprendimento e difficoltà scolastiche. Dal 2017 è docente a contratto di psicologia generale presso l’Università di Pavia.

La sua famiglia d’origine è già catturata dalla musica. La madre è mezzosoprano con diversi anni di pianoforte alle spalle, il padre e nonno baritoni con esperienze di canto corale. Da sempre amante del canto, all’età di undici anni inizia a scrivere i propri pezzi.

La svolta arriva a fine 2019, quando sente l’urgenza di dare spazio pubblico al proprio lato creativo. Inizia così un percorso di studi presso la Scuola di Alta Formazione Vocale “Milano in Voce”, lavorando con maestri come Laura Raimondi, Alex Filippi, Andrea Rodini, Raffaella Misiti e Ludovico Clemente, che si proporrà poi come produttore per il primo EP di Alfiere, Gradi di Libertà.

A Natale del 2020 esce la sua prima cover, Snowman di Sia, mentre l’anno successivo lancia sui social un programma di cinque cover, una al mese, per l’apertura al suo primo progetto musicale.

Tra queste ricordiamo:

  •  Nobody’s Perfect di Jessie J, 
  • Scopriti di Folcast e Sweater Weather dei The Neighbourhood, in collaborazione con Martina Cangelosi degli Elettrika.

Il suo singolo d’esordio – Il solito horror – esce il 29 ottobre 2021, seguito da Sicuro come l’oro il 15 febbraio 2022.

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