GIOVANNI SEGRETI BRUNO PRESENTA “COME LA NEVE”

Il nuovo singolo di Giovanni Segreti si intitola “Come la neve” . Si tratta di un brano scritto dallo stesso cantautore, arrangiato da Arianna Tomaselli, Marco Passarelli e Matteo Caretto, primo violino H.E.R., presso il Tape Lab Studio. Prodotto da Gianni Testa per Joseba Publishing.   

Giovanni Segreti-Bruno

Giovanni Segreti Bruno è un cantautore, interprete e pianista cosentino che ha la peculiarità di avere una profondità timbrica che disegna in maniera struggente i tratti di questa bellissima poesia in forma canzone, aprendo l’inciso in una dimensione melodica Pop internazionale. 

La storia è quella di tutti coloro che hanno avuto la fortuna incommensurabile di vivere un Nonno in modo così intenso da lasciare tracce emotive nella propria vita, che “Come la neve” esprime con un sentimento di dolce dedica e di puro amore verso chi ha attraversato la propria anima seppur per poco tempo, ma vi è rimasto. 

Nel videoclip, il Regista Emanuel Lo, dirige in modo impeccabile il Cantautore Segreti Bruno, riuscendo a fargli portare fuori ogni singolo tratto interiore, ogni dichiarazione di devoto e riconoscente amore, verso quell’uomo, un Nonno, che avrebbe voluto vedere in Platea, almeno una volta sola nella sua carriera artistica, ma che ora, può solo immaginare seduto lì in prima fila, ogni volta che canta, ogni volta che suona, sorridendogli così come faceva da bambino.  

Giovanni Segreti-Bruno

Ho scritto “Come la neve” quando avevo 17 anni, di fatto il brano è interamente dedicato a mio nonno Antonio, venuto a mancare troppo presto. Lui è la fonte della mia ispirazione, è un flusso di ricordi e pensieri, nel silenzio della notte riecheggia sempre la sua voce.  

Perché “Come la neve”?  

Perché la neve mi fa pensare a Dicembre, al Natale. Dicembre è sempre stato il nostro mese, il mese dei nostri compleanni, il mio il 26 e il suo il 28. 

Nel videoclip, il Regista Emanuel Lo, dirige in modo impeccabile il Cantautore Segreti Bruno, riuscendo a fargli portare fuori ogni singolo tratto interiore, ogni dichiarazione di devoto e riconoscente amore, verso quell’uomo, un Nonno, che avrebbe voluto vedere in Platea, almeno una volta sola nella sua carriera artistica, ma che ora, può solo immaginare seduto lì in prima fila, ogni volta che canta, ogni volta che suona, sorridendogli così come faceva da bambino.

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