Martina Russo presenta il suo terzo singolo “Nella tua mente”

Martina Russo
Martina Russo, Fiorella Mannoia

Chi è Martina Russo e perchè ne parliamo?

Oggi 8 agosto esce il terzo singolo di questa artista emergente: “Nella tua mente”.

Noi di passionvera siamo curiosi di sapere qualcosa in più su di lei, per questo le abbiamo chiesto di aprirsi e di raccontarsi…

Ciao Martina, raccontaci quale percorso hai fatto prima di arrivare al tuo terzo singolo?

Martina russo, Fiorella Mannoia

Ciao a tutti, mi presento a voi lettori di passionevera…Sono nata ad Avellino il 16/01/2003 ma vivo in provincia di Salerno e la musica ha sempre fatto parte della mia vita.

Ho iniziato cantando nel coro dell’asilo fino ad arrivare, alle medie, ad essere assistente alla regia per tre anni, durante i quali ho coordinato e partecipato a 3 musical.

Credo che il regista, che era un mio professore, scelse me perché si rese conto che, a differenza degli altri della mia età, ero precisa e se mi assegnavano un incarico lo facevo fino alla fine dando il 100% di me…sono ancora così.

A 14 anni, però, ho iniziato a cantare da solista e a 17, dopo aver studiato canto per qualche mese, ho pubblicato il mio primo singolo “Quello che resta di noi”. A distanza di cinque mesi ho pubblicato il mio secondo singolo “Senza onore” e adesso ho pubblicato il mio terzo singolo “Nella tua mente”.

In realtà quando ho deciso di scrivere la mia terza canzone, a febbraio 2021, volevo parlare di un’altra cosa e oltre ad avere già la base, fatta da Dario Sessa, avevo anche iniziato a scrivere un altro testo.

Con il passare dei mesi vedevo che non riuscivo a scrivere altri versi (ero arrivata al primo ritornello) poi a giungo 2021, mentre ero alla posta, è tornata l’ispirazione!

Ho iniziato a pensare a dei nuovi versi con un tema completamente diverso dal precedente, e una volta arrivata a casa, ho subito scritto tutto quello che mi era venuto in mente. Ho visto che con questo tema le parole venivano da sole e così è nata “Nella tua mente”.

Nella canzone racconto di un problema di cui soffro da quando avevo 6 anni che è l’ansia. Mi ricordo che alle elementari, mi forzavano a mangiare… (c’era la mensa)

Ho sempre mangiato molto poco, per cui quando arrivava l’ora di pranzo, iniziavo a sudare, tremavo, mi girava la testa e mi venivano dei dolori…Le maestre mi accusavano di fingere!

Tutti pensavano che io fingessi, cosa che ho sempre odiato perché sono sempre stata molto sincera. Ho sofferto di attacchi di ansia, da quando ho iniziato le medie, sono spariti il 2’ anno di liceo, poi in 3’ liceo sono ricominciati! In più si sono aggiunti anche quelli della gastrite e della colite (ovviamente di origine nervosa) e la tachicardia…la media dei battiti cardiaci di una persona sana a riposo è 70, la mia, sempre a riposo, è 100/110.

Ritornando alla canzone…ho scelto di parlare di questo tema perché non riguarda solo me e di conseguenza tantissime persone si possono immedesimare. Chi non ne soffre non può capire cosa si prova ad “aver paura anche di uscire” come, appunto, dico nella canzone. Le mie canzoni sono sempre state molto tristi, però alla fine di tutte c’è sempre un messaggio di speranza.

Capisco che il mio genere musicale e il mio tipo di scrittura non possano piacere a tutti, in particolare ai miei coetanei. Infatti quelli che più mi apprezzano solo i 40enni/50enni, che ovviamente, essendo cresciuti in un’epoca in cui i cantanti “alla moda” erano Fossati, Dalla, la Mannoia e tanti altri, apprezzano di più questo tipo di scrittura.

Adesso invece purtroppo la maggior parte dei miei coetanei ascolta musica che non può essere definita come tale…

Canzoni senza un minimo di significato dietro ad un testo con parole banalissime, mi dispiace per loro, ma veramente tanto, perché magari la musica che ascoltano ha un bel ritmo e li diverte, ma non hanno idea di cosa voglia dire commuoversi mentre si ascolta, magari la sera tardi, “Come si cambia”, “Generale” o “Cara”.

Io ho avuto la fortuna di crescere ascoltando i vinili da mia nonna…a 4/5 anni la mia canzone preferita era “Quello che le donne non dicono”, non avendo la minima idea di chi la cantasse, poi con il tempo Fiorella Mannoia, che, appunto, ha sempre fatto parte della mia vita, è diventata la mia cantante preferita.

Quando venivo criticata per il genere di musica e i cantanti che ascoltavo, rispondevo sempre che non potevano capire e con il tempo ho avuto la conferma che avevo ragione.

“TU” in tre pregi e tre difetti, hobbys e di cosa ti occupi.


I miei pregi più grandi credo siano il fatto che sono tanto ma tanto precisa, molto affidabile e soprattutto sincera. Per quanto riguarda i difetti direi che sono molto introversa. Ho sempre immaginato di avere attorno a me una specie di confine.

Sono pochissime le persone a cui permetto di superarlo e di conoscermi al 100% . Quando lo fanno scoprono che ero completamente diversa da quello che si immaginavano prima di conoscermi bene.

Inoltre per alcune cose sono troppo pesante, rispetto ai miei coetanei! Non mi fido mai di nessuno, ho capito che è meglio non aspettarsi niente in questo modo si evitano delusioni.

Per quanto riguarda gli hobbys, io sono sempre stata molto creativa. Tra le varie cose, mi piace fare i ritratti in digitale (che ultimamente vanno molto) e usare l’uncinetto, lo so che è strano per la mia età😅. Nella vita studio, a settembre cercherò di entrare all’università, alla facoltà di professioni sanitarie…ho sempre voluto fare il medico!

Martina Russo


 
Il tuo rapporto con il tuo lavoro, ti piace quello che fai? Per te è una passione vera o ti sei adattato al contesto in cui vivi?


Io sono una che non farebbe mai niente solo per adattarsi al contesto in cui vive. Vale per il modo di vestire, per il genere di musica che ascolto e per tanto altro…La musica per me è tutto, mi ha salvata in un momento in cui avrei voluto solo morire e da allora non la lascio più.


 
Quali ostacoli, se ci sono stati, hai sperimentato durante il percorso e come li hai superati?

Martina Russo


Chi sceglie di iniziare ad intraprendere il mio stesso percorso deve sapere che, come in tutte le cose, ci sono tantissimi ostacoli da superare.

Ovviamente se c’è la passione, che in questo lavoro è fondamentale, si va avanti lasciando perdere tutte le critiche che ci sono e ci saranno sempre.

Quindi il mio consiglio è che se veramente amano quello che fanno, non devono farsi scoraggiare mai da niente, anche se so che a volte non è facile.


Per quanto riguarda me, ho perso il conto degli ostacoli che ho dovuto superare. Ci sono state persone che non mi permettevano di fare quello che amo o persone di cui ho fatto l’errore di fidarmi. All’inizio mi hanno aiutato poi, all’improvviso mi hanno abbandonato. Ci sono stati i periodi in cui pensavo, anzi ero convinta, che non avrei più cantato, poi l’amore per questo lavoro mi ha salvata e aiutata. Ogni volta che provavo ad allontanarmi dalla musica, era lei che “mi veniva a cercare”. Come dicevo prima, quando c’è la passione, non ci si puó fare niente…senza quella determinata cosa, nel mio caso la musica, non puoi vivere.

Il tuo rapporto con la vita, il tuo motto, le tue credenze.


Io, pur avendo solo 18 anni, posso dire di non aver avuto una vita facile, anzi. Come dicevo, ho pensato tante volte di farla finita e non ho problemi a dire che una volta, tanti anni fa, ci ho anche provato. Ammiro quelli che pur avendo tanti problemi seri, magari di salute, continuano a dire che la vita è bella…io non ci riuscirei, forse loro si affidano alla fede, io sono atea da tanto tempo. Quindi non ti posso dire che il mio rapporto con la vita sia bello, è amore e odio, più odio direi. Sono stanca di vivere come vivo e circondata dalle persone che mi sono attorno. Se fossi economicamente indipendente prenderei il mio cane, che è l’unica cosa che ho e me ne andrei lontano da tutto e da tutti per ricominciare tutto da capo, circondata, spero, da persone migliori.
 

Come è la tua giornata tipo?



Ultimamente la mia giornata è abbastanza noiosa😂. Studio dalla mattina alla sera per prepararmi ai test universitari per Professioni sanitarie. La mattina mi sveglio, accendo il computer e faccio le simulazioni, poi dopo pranzo, ritorno nella mia stanza apro il libro e studio, finisco di studiare e faccio altre simulazioni. Solo la sera tardi riesco a trovare un po’ di tempo per me, magari guardo un film o ascolto la musica.

Cosa sognavi da piccolo?

Da piccola sognavo di fare il medico, prima volevo fare la veterinaria, poi ho deciso, per vari motivi di diventare ostetrica. Adesso invece sogno di cantare davanti a un pubblico tutto mio, ma è un sogno difficilmente realizzabile.

Qual è il tuo mantra quotidiano?


Diciamo che ogni giorno mi ripeto che se ce la fanno tutti, anche io ce la posso fare…è un discorso in generale, vale per tutto. La mia autostima è pari a 0 quindi ogni giorno cerco di farla crescere, anche se non sempre ci riesco.

 

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