Kublai presenta il nuovo lavoro “Sogno vero”

Kublai

Kublai torna dal vivo per presentare in anteprima il nuovo lavoro “Sogno vero”, un viaggio onirico in quattro brani.

Il canto melodico, quasi mediterraneo, si accompagna ad un comparto sonoro di stampo elettronico, curato dalla produzione di Vito Gatto. La sezione ritmica vede Mamo, coautore del disco, in una veste strumentale inedita. Il concerto del trio, nella suggestiva cornice della Palestra Visconti, sarà l’occasione per un’anteprima di ascolto, in attesa della pubblicazione ufficiale.

Come già nell’album di esordio del 2020, Kublai vuole ricomporre la distanza – siderale nella musica cantata – tra forma e contenuto, tra canto e canzone. Anche a tale scopo, l’EP attinge a piene mani dalla categoria dei sogni, tanto assurdi quanto rivelatori, sceneggiature che rendono visibile, pur senza risolverla, la contraddizione dell’umano.

Allo stesso modo i testi di Kublai sono sfocati, ellittici, eppure vividi nella presenza della voce; e così le musiche, che alternano il melodismo a momenti di respiro strumentale, canti a spazio. “Sogno vero”, per Kublai, è anche un auspicio: restituire alla canzone un potere espressivo, a prescindere dal suo, spesso deludente, contenuto. Sarebbe un sogno, per davvero.


La pienezza di una fine, un oceano di inchiostro in cui scrivere per non affondare, un corpo in riposo che si fa approdo e riparo, una festa sul tetto accessibile solo se dormi. 

Chi è Kublai?

KUBLAI

Kublai è un progetto di musica inedita di Teo Manzo, cantante e musicista milanese. Il nome deriva dall’omonimo album di esordio, prodotto da Filippo Slaviero e uscito il 4 dicembre 2020, che immagina l’imperatore Kublai e Marco Polo uscire insieme, una sera come tante.

L’album non è altro che una conversazione tra due amici: uno irrequieto e sempre in movimento, l’altro inerte, al punto di preferire, alla fine, il suicidio. In linea con il concept del disco, Kublai vuole essere un progetto dialogico, alimentato dalla collaborazione tra diversi artisti, il cui esito musicale è imprevedibile, approda in zone di confine, fra elettronica e strumenti, fra arie e canzone d’autore.

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