Raffaella Lavacca e il suo “Eco del cuore” (edizioni Womenplot)

raffafella lavacca, l'eco del cuore
raffafella lavacca, l'eco del cuore

 Raffaella Lavacca, giovane scrittrice tranese, pubblica il suo primo libro dal titolo “Eco del cuore”. Laureata in Scienze dell’Educazione e Formazione all’Università degli Studi di Bari e iscritta presso il corso magistrale di Dirigenza scolastica e pedagogia clinica a Firenze, ha deciso di pubblicare i suoi pensieri, poesie e racconti personali con la casa editrice Women Plot, realtà tutta al femminile nata nel 2020.

Raffaella, affermi in una delle tue poesie “le persone non sono cattive hanno solo bisogno di essere capite”. In che modo credi sia possibile capirle?

L’estratto continua con una precisazione: si riferisce al male presente in ogni essere umano, anche nella persona più buona, e che sfocia in scatti d’ira, scenate di gelosia, e così via. Credo sia possibile capire queste persone, quindi ogni individuo, perché capita a tutti di provare delle emozioni negative. Occorre ricordarsi l’importanza dell’empatia perché attraverso essa possiamo incontrare l’altro, comprenderlo e calmarlo; quando non si incontra l’altro ma lo si abbandona, è allora che il dolore, la rabbia, il male prende il sopravvento e diventa sempre più difficile tornare indietro.

Raccontaci, Raffaella, come fa la rabbia a sorridere? A cosa alludi?

In questa poesia “la rabbia sorride” allude ad un contrasto di sentimenti. Per spiegarla occorre fare un passo indietro e raccontare la situazione che mi ha portato a scrivere questa poesia.
C’erano un ragazzo ed una ragazza, che dopo la dichiarazione d’amore di lei non si sono rivolti la parola per anni. Lui non aveva avuto – a suo tempo – il coraggio di rifiutarla; dunque ci fu un lungo silenzio. Tuttavia, entrambi frequentavano lo stesso ambiente e capitava che si rincontrassero non di rado, continuando comunque a non parlarsi. I loro sguardi si incrociavano spesso e, a volte, erano sguardi d’intesa che mostravano assenso nel risolvere certe situazioni allo stesso modo. Era in quelle occasioni che guardarsi per loro significava impazzire nel silenzio dell’assenso, in quello scontro/confronto di idee che faceva sorridere la rabbia. Cioè i due ragazzi erano sollevati nel constatare quanta intesa ci fosse ancora fra loro, nonostante il silenzio di quei lunghi anni, ma la rabbia dovuta a tale silenzio era comunque presente; per cui l’espressione nei loro volti era probabilmente quella di chi vorrebbe urlarti contro qualcosa, ma in quel momento sorride per la riscoperta intesa con occhi pieni di rabbia.

“Non sono una che scrive molto non più” citi in un’altra poesia ancora…A che età hai cominciato a scrivere? E come nasce il desiderio di scrivere un libro di poesie?

Ho iniziato a scrivere quando ero una bambina; scrivevo racconti e mi piaceva giocare con la mia fantasia – mi piace tuttora. Le poesie sono arrivate con la preadolescenza e i primi drammi sentimentali; da allora non ho mai smesso di conservare le poesie che scrivevo e speravo di pubblicarle in un unico volume, un giorno. A pagina 39 in particolare, la frase a cui ti riferisci riguarda un momento della mia vita pieno di incertezze e insicurezze su tutto, partendo da me stessa. Non mi sentivo più in grado di fare letteralmente niente, tantomeno di inseguire le mie passioni. Poi il tempo ha fatto il suo corso e sono cresciuta, e adesso sono molto orgogliosa di aver pubblicato il mio primo libro, nonché una raccolta di poesie.

Cosa intendi con l’espressione”questo sentimento di ammirazione è come una gemma preziosa” per chi provi tale ammirazione? C’è una persona a cui ti ispiri per le tue poesie?

La poesia citata appartiene al capitolo “Il gemello”, dedicato al primo amore. A lui è infatti dedicata questa poesia e, in particolare, ad una persona che ho molto ammirato in passato. Uso il verbo al passato perché chiaramente vedevo questa persona con occhi diversi, da innamorata, ed ogni suo comportamento – giusto o sbagliato che fosse – mi sembrava la scelta migliore per qualunque situazione. Poi, inevitabilmente, le cose cambiano e non si può essere innamorati per tutta la vita di qualcuno che non ci corrisponde; così ho iniziato a vedere diversamente tale persona, a notare ogni suo difetto, nonostante gli voglia comunque molto bene. Mi sono ispirata a questa persona per molte delle mie poesie e dei miei racconti inediti, ma in generale mi ispiro a tutto ciò che fa parte della mia vita.

“Non sei già forse dentro di me?” Ti riferisci ad una gravidanza o all’amore provato per lui/lei?

Ammetto che la frase citata possa sembrare alludere ad una gravidanza e a molto altro ancora, ma non è quello il suo significato reale. Si riferisce “soltanto” all’amore provato per la persona a cui è rivolta tale poesia, un amore talmente pervasivo da non lasciare un attimo di pace.

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