Lucilla D’Eredità autrice del libro “Il cerchio non è squadrato” (Pav edizioni) si presenta

Lucilla D'Eredità, cover, libro
Pav edizioni

“Il cerchio non è squadrato” (Pav edizioni) racconta un cammino, dove rabbia e dolore sono chiamati col loro nome, ma la gioia e la speranza accanto alla proposta di un significato e senso dei nostri giorni, rendono il libro coinvolgente a prescindere dal tuo ‘credo’ personale. Poesie e quadretti di riflessione e conforto

‘TU’ Lucilla D’Eredità in tre pregi e tre difetti, hobbies e di cosa ti occupi.


Penso le stesse caratteristiche possano essere pregi o difetti, a seconda del contesto e della misura. Direi quindi: empatia, emotività; passione e rabbia; curiosità ottimistica nei confronti dell’altro e curiosità in genere nei confronti della vita. Amo e pratico il Reiki, amo gli animali e per me è necessario vivere con loro, ho un rapporto affettuoso, ma a volte precario con le piante di casa; amo la filosofia e la musica.

Il rapporto con il tuo lavoro, ti piace quello che fai? Per te è una passione vera o ti sei adattata al contesto in cui vivi?

Mi sono adattata a svolgere il lavoro d’impiegata che ho concretamente potuto intraprendere, ma ho cercato di svolgerlo come un servizio, come strumento per dare un aiuto e come possibilità d’incontro. Per questo motivo mi sono spesso ‘arrabbiata’, ma molto, molto raramente annoiata. Per quello che riguarda la scrittura, scrivo da sempre, inevitabilmente, mi vien da dire.

Quali ostacoli, Lucilla D’Eredità se ci sono stati, hai sperimentato durante il percorso e come li hai superati?

Scrivere per me è ‘inevitabile’; non ho scritto, ed è successo per circa tre anni,  nei periodi in cui non mi è riuscito di ‘vivere’, ma solo di ‘sopravvivere’. Scrivere ti mette ‘a nudo’ e non sempre hai le energie per farlo: ci sono momenti in cui ti puoi solo leccare le ferite e cercare di capire la nuova direzione.

Il mio percorso ufficiale di scrittrice, ed ho timore a definirmi così, è cominciato molto tardi, nel senso che ho pubblicato il mio libro la scorsa estate, a sessantasei anni, grazie alla possibilità che mi ha dato la PAV, eppure sto ancora cercando di crescere; credo che quest’atteggiamento sia giusto e nasca da una dimensione mentale. Non mi permetto di dar consigli, bisognerebbe farlo dopo aver pubblicato almeno mille libri, ma sono certa che alcuni siano i requisiti umani, morali che servono, insieme ad una naturale predisposizione per la quale hanno il merito la Natura e la storia personale: credo si debba essere ‘autentici’ quando si scrive, ma davvero, come fosse il tentativo di conformarsi ad un rito religioso, cercare di non barare utilizzando vocaboli astrusi, tanto per far effetto. Penso poi debba esser forte la passione per la parola, che può essere magica; non bisogna ‘buttare’ le parole come a rinfusa in un cesto, chiamando il tutto superficialmente ‘ispirazione’, va cercato il termine più adeguato e, quando possibile, è meglio usare vocabili in lingua italiana, non quelli stranieri di tendenza.

Consiglierei poi d’evitare la ripetizione passiva di  concetti alla moda, d’usare cuore e mente abbinati, sempre ed ostinatamente, cercare cammin facendo un metodo personale, ma non essere mai sciatti; ma credo anche non si debba diventare schiavi del perfezionismo compulsivo.

Ritengo utile poi chiedersi ‘perché’ si scrive: la risposta a mio parere racconta molto di noi stessi e del nostro modo di concepire la vita ed il rapporto con gli altri.  Poi forse va aggiunto un pizzico d’ironia: proviamo a far camminare i nostri scritti, cerchiamo gli strumenti adeguati, ma ricordiamo che possiamo solo offrire un piccolo contributo, poi il mondo continuerà a vivere anche senza di noi, così com’è per tutti.

Il tuo rapporto con la vita, il tuo motto, le tue credenze.

Rapporto con la vita? Imperfetto, faticoso, ma anche appassionato, innamorato. Comunque l’imperfezione amata non è altro, a mio parere, che la voglia di non far ‘squadrare’ la realtà, di non rinchiuderla in luoghi comuni, leggendola secondo verità preconfezionate e falsamente rassicuranti: questo è uno dei temi di fondo del mio libro.

Mio motto: cerca di vivere ORA perché il tempo non fa marcia indietro. Me lo ripeto spesso, perché non si vive mai abbastanza il presente. E questa necessità non vien meno se si crede in una vita ultraterrena, anzi è il presupposto per camminare verso tale dimensione.

Credenze. Credo che ogni aspetto dell’esistenza che costruisce sia più difficile da realizzare, che in ciascuno di noi convivano lati oscuri e luminosi e che entrambi ci dicano qualcosa della nostra e dell’altrui realtà. Credo poi che si debbano chiamare le singole esperienze col proprio nome: se oggi sono incazz… nera, non sono un “po’ rabbuiata, ma già so che passerà”; se sto male, sto male e basta. Lo esprimo, me lo dico e successivamente cerco il motivo, dopo forse potrò individuare la nuova strada che proprio la rabbia od il dolore m’indicano. Insomma non voglio essere ‘positiva’ a tutti i costi; ma che vuol dire?! Non devo farmi inghiottire dalla mia rabbia o dal mio dolore, certo, ma neppure appiattirli, usare la pialla ed escluderli, fingere non esistano, perché non è elegante, ‘non sta bene’. E’ un difficile equilibrio e credo che camminiamo tutti zoppicando, chi più e chi meno, a seconda del periodo, della fase che stiamo vivendo.

Credo poi che l’amore in senso pieno ed in tutte le sue forme sia una risposta trasversale alla domanda di ciascuno sul senso della vita e non debba essere confuso con il vittimismo, il subire ricatto, l’essere sadici o masochisti. Tutti questi concetti sono espressi nel mio libro, spero in modo apprezzabile.

Il tuo idolo, c’è qualcuno a cui ti ispiri per realizzare la tua vita?

Non ho idoli; a quindici, sedici anni mi sono presa una ‘cotta’, così a quei tempi si chiamava l’innamoramento giovanile, per un signore ebreo di nome Gesù. Il suo rapporto con le donne, con la gioia ed il dolore, con i cosiddetti ‘ultimi’ è ancora rivoluzionario, soprattutto considerando l’epoca in cui visse e quella in cui viviamo noi, età non compiutamente civile, mi pare; ritengo che ancora non abbiamo realizzato pienamente a livello sociale e generalmente individuale la sua proposta.

Il libro, l’opera d’arte, o  la trasmissione televisiva/ radiofonica  (ecc…) più famosa che avresti voluto realizzare tu

Ho, come tutti, dei libri del cuore, ma non vorrei averli scritti io, vorrei invece riuscire a scrivere con la stessa intensità ed autenticità. Mi riferisco ad esempio a: “Le cinque persone che incontri in Cielo” di Mitch Albom, “Il Profeta” di Khalil Gibran, “Il piccolo principe” di Antoine de Saint – Exupéry , tanto per citare alcuni esempi.

La tua citazione famosa preferita

Da John Lennon che la prese in prestito da un autore di fumetti, pare:”La vita è ciò che ti accade mentre fai altri progetti”. Un terribile invito a non rimandare il gusto, il senso dell’oggi in una progettualità futura, perché il domani non esiste. Naturalmente questo non significa che non si debbano far progetti ed impegnarsi per realizzarli.

Il tuo ultimo “successo” lavorativo, affettivo, quanto è il frutto della tua spontaneità ed esperienza e quanto invece è il risultato  di fattori esterni

Lucilla D'Eredità, cover, libro

A mio parere la maggior parte di ciò che vivo nasce da me, nel senso che sono molti i fattori esterni che possono contrastare o facilitare il mio cammino, ma la risposta che do a questi inevitabili vincoli, anche determinati dalle mie energie, dalla mia storia personale, dalla mia preparazione e dalla mia personale attitudine,  la risposta che do determina il mio percorso, il risultato ottenuto. E questo si può dire anche per la pubblicazione del mio libro. Poi sicuramente se non mi fosse stata data la possibilità, il libro non sarebbe nato.

Come è la tua giornata tipo?

Faccende domestiche come tutti i comuni mortali, letture, passeggiata con la lupa Jolie, qualche telefonata e messaggio a parenti ed amici e scrivo, soprattutto nelle ore serali o notturne.

Prossimi eventi

Partecipazione agli eventi della PAV – vedi sulla pagina di Fb .Spero sarà possibile organizzare una giornata con tutti gli autori della PAV a Stresa per proporre le nostre opere. Sono disponibile a ‘dialoghi’ tra poeti, cioè alla lettura in ambiente pubblico su temi concordati di brevi brani in prosa, i miei Quadretti, e di liriche per far conoscere ed amare maggiormente la poesia.

Contatti

www.pavedizioni.it 

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