I Naima presentano il loro Ep

Naima

I Naima sono un duo lombardo formato da Lorenzo Rocca e Nader Ismail. La musica che prende vita all’interno del disco omonimo, pur avendo forti radici nel cantautorato italiano, si dirama abbracciando influenze diversissime, dal jazz all’indie, passando per l’elettronica, la dance e il pop.
 

Questo EP è la nostra prima uscita discografica inedita e vuole rappresentare un paesaggio sonoro vasto, che possa contenere in sé le moltitudini che verranno.
Per questo motivo, le sei canzoni spaziano in territori musicali così diversi, ma restano sempre aggrappate all’idea di raccontarci come siamo: disordinati, complessi, colorati.
 (naima.)
 

Musiche: Lorenzo Rocca e Nader Ismail
Testi: Lorenzo Rocca
Produzione artistica: Lorenzo Rocca e Nader Ismail
Mix: Jacopo Tozzo
Master: Luca Martegani
Registrato presso: La Sauna Recording Studio, Gelso Studio, 0371 Studio e Billygoat Mountain Studio
Disco realizzato con la collaborazione di: Patrizio Balzarini (batteria acustica), Carlo Madoglio (violino) e Luigi Valletta (sassofono contralto)

Ciao a tutti, sono Lorenzo, dei Naima, e sono qua per rispondere a qualche domanda da parte di Passioni vere. Grazie per questa opportunità!

Raccontaci di te… pregi e tre difetti, hobbys e di cosa ti occupi.

“IO” sono curioso, trovo il bello in tante cose e ho una bella determinazione nelle cose che mi appassionano, come la musica. A volte mi lascio trasportare un po’ troppo dall’entusiasmo, non sempre con conseguenze positive, oppure parlo troppo e dico cose che non dovrei dire. E so essere davvero pigro, quando mi ci metto. Il mio hobby principale è la musica, grande passione sin da piccolino, e infatti ho fondato insieme all’inseparabile compare Nader Naima, gruppo dove riverso tutte le mie velleità di musicista e scrittore di canzoni. Abbiamo appena pubblicato il nostro primo disco, molto bello, invito tutti a dargli un ascolto! Due altre grandi passioni sono la letteratura (specie americana) e i film strani.

Il tuo rapporto con il tuo lavoro, ti piace quello che fai? Per te è una passione vera o ti sei adattato al contesto in cui vivi?

Di professione sono insegnante, lavoro nella scuola pubblica. Diciamo che dopo l’università ho visto nell’insegnamento un po’ la continuazione obbligata, non mi sono neanche troppo guardato intorno. Ma presto ho sviluppato per il mio lavoro una grandissima passione, perché ho scoperto nel relazionarmi con gli studenti una grandissima soddisfazione, che onestamente non mi aspettavo.

Quali ostacoli, se ci sono stati, hai sperimentato durante il percorso e come li hai superati?

Ho avuto, e continuo ad avere, una vita molto fortunata, per cui posto l’impegno e la professionalità che ci ho sempre messo, non ho mai dovuto scontrarmi con limitazioni economiche, o di altro tipo. Questo mi dà la grande fortuna di svegliarmi ogni giorno pregando che la mia passione per le cose che faccio, specialmente a livello musicale, non scemi. Mi sentirei perso senza quella che è una delle poche ancore che ho nella vita.

Il tuo rapporto con la vita, il tuo motto, le tue credenze.

Cerco di essere cauto nel giudicare, anche se non mi viene sempre facile. So di essere fortunato a poter fare quello che faccio e mi impegno per poter ridare qualcosa indietro.

Il tuo idolo, c’è qualcuno a cui ti ispiri per realizzare la tua vita?

A livello artistico, tanti, gente come Thom Yorke o Jacob Collier, che si mostrano sfacciati di fronte alle esigenze di mercato e fanno solo l’arte che sentono più intima e sincera.

Il libro, l’opera d’arte, o la trasmissione televisiva/ radiofonica  (ecc…) più famosa che avresti voluto realizzare tu

Sicuramente la mia risposta cambierebbe di giorno in giorno… in musica mi sento molto vicino a Amnesiac dei Radiohead, come libro direi Catcher in the Rye di Salinger, entrambe opere (lontanissime tra loro ma neanche così tanto) che mi hanno cambiato la vita e plasmato nella persona/artista che sono.

La tua citazione famosa preferita

“Quando sono felice esco”, Luigi Tenco, risposta data a un giornalista che gli chiedeva perché tutte le sue canzoni fossero così tristi. E infatti è diventato il titolo di un mio pezzo, che potete trovare nel disco Naima.

Il tuo ultimo “successo”lavorativo, affettivo, quanto è il frutto della tua spontaneità ed esperienza e quanto invece è il risultato  di fattori esterni

Sicuramente un misto dei due. Cerco sempre di imparare dai miei errori e pensare bene prima di aprire la bocca, e ottimisticamente posso dire che sia anche per questo che sono relativamente sereno nella mia vita. Purtroppo comunque bisogna sempre pensare che ogni mattina andando a lavoro può caderti un vaso in testa, e lì non puoi davvero farci niente.

Prossimi eventi

Purtroppo in questa esitante apertura post-covid, dove neanche i locali sanno bene che cosa li aspetterà, non abbiamo ancora potuto organizzare concerti o serate, ma seguiteci che presto potremo annunciare qualcosa di concreto!

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 Avete punti di riferimento precisi?

Ci ispiriamo a tutto, davvero: artisti musicali (di tutti i generi e specie) ma anche film, libri, momenti di vita etc. Quindi nessun punto di riferimento preciso ma orecchie ben aperte a 360 gradi.

Naima, cosa vi ha portato a dire: “da oggi cantiamo”?

Non ne ho idea, so solo che è successo all’improvviso nei primi anni di superiori. Già suonavo da anni pianoforte classico, quindi la nuova passione per il canto mi ha spinto a entrare nel coro della scuola, dove ho imparato ad armonizzare con altri cantanti, nonché i primi rudimenti della teoria musicale, ed anche a scrivere al piano le mie prime canzoni.

Siete  persone nostalgiche, voi Naima? Cpsa volete comunicare con il brano “malinconia”?

Io sono sicuramente una persona nostalgica, e questo sentimento permea gran parte del nostro disco. La canzone più nostalgica non è neanche Malinconia, nonostante il testo, ma 0371, che nasce proprio per fotografare un fugace momento di felicità con le persone a cui vuoi bene, già sull’orlo di sparire anche mentre sta succedendo. Malinconia invece è una riflessione un po’ sarcastica sulla fragilità di alcune amicizie, che nell’adolescenza brillano di apparente eternità, ma durante il passaggio nell’età adulta, già qualche anno dopo, si rivelano per quel che sono. E scopri che quello che da giovane ti sembrava fondamentale, un punto fermo nella tua vita, non è altro che un rito di passaggio, un piccolo amuleto senza più importanza che ti porti dietro solo per ricordare ciò che eri e che giuravi saresti sempre stato. Però ha un bel beat movimentato.   

naima Come nasce la vostra immagine di copertina? Cosa vuole trasmettere?

La copertina nasce velocissima, quasi miracolosamente facile, nella collaborazione con Enea, un amico musicista e graphic artist. Gli abbiamo spiegato come abbiamo pensato al disco come a un monumento al caos che portavamo dentro nel periodo in cui scrivevo e arrangiavamo le canzoni. Una confusione che è quella del passaggio alla vita adulta, dell’improvvisa caduta dei riferimenti che si avevano. Per questo abbiamo scelto di arrangiare ogni canzone del disco diversamente, riferendola ciascuna ad un genere differente. Non solo per celebrare le nostre ispirazioni e i nostri ascolti, molto ampi e variegati, ma anche perché secondo noi è un bel manifesto artistico all’insegna dello spaesamento. La copertina, in bilico tra la mestizia di quella figura immersa nella nebbia e la leggerezza dei disegnetti cartooneschi che vi si affollano sopra, vuole rappresentare visivamente proprio questa sensazione.

Vi ringraziamo per questo invito, alla prossima!

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