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Camilla Ugolini Mecca autrice, Counselor e facilitatrice: “La scrittura? E’ qualcosa che mi “accade” “

Camilla Ugolini Mecca è una donna forte e versatile al tempo stesso, attualmente counselor e facilitatrice in costellazioni familiari e sistemiche ha pubblicato recentemente un libro con Edizioni ll Falò “Il destino dell’onda”.

Come mai abbiamo scelto di parlare di questo libro?

Sicuramente perchè abbiamo ritenuto il tema del libro interessante e degno di essere condiviso, promosso e recensito e scusate se è poco … Il libro è stato ritenuto di grande valore artistico-letterario dalla giuria del concorso Premio Letterario Internazionale Montefiore

Convinti che la cultura senza l’uomo e la sua unicità non possa esistere, abbiamo voluto chiedere a Camilla di descriversi…

“TU” in tre pregi e tre difetti, hobbys e di cosa ti occupi.

I tre pregi: mi ritengo intellettualmente onesta, chiara e leale. I tre difetti: mi reputo impaziente, impietosa (soprattutto con me stessa) e tendenzialmente disorganizzata. La mia professione è quella di Counselor e Costellatrice Familiare e Sistemica: è un lavoro volto a portare chiarezza e ordine nelle cause sistemiche da cui originano i disagi personali.

Accanto a questo scrivo, da sempre. Dopo la Laurea in Lettere, ho scritto d’arte per una rivista e per alcuni pittori. Poi sono seguiti i racconti e un romanzo.

Amo moltissimo il cinema. È una fonte di gioia, di cura e di ispirazione. Mi piace moltissimo camminare, soprattutto in riva al mare o fra gli alberi.

Il tuo rapporto con il tuo lavoro, ti piace quello che fai? Per te è una passione vera o ti sei adattato al contesto in cui vivi?

Vorrei parlare qui soprattutto della scrittura, anche se per me non è propriamente una professione. Non è appropriato dire che la scrittura mi piaccia. Perché è qualcosa che mi “accade”. E quando accade non posso fermarla. Alle volte penso sia più una necessità. Quindi la seguo, la lascio accadere. In questo senso, sì, è una passione, perché le passioni (penso a quella amorosa, ad esempio) non puoi certo fermarle.

La vita professionale mi ha portato da un’altra parte, in un contesto che mi dà molta soddisfazione e che amo.

Camilla Ugolini Mecca ph.Barbara Rigon

Ma la scrittura mi accompagna costantemente. È come un filo che attraversa tutta la mia vita, sin dall’infanzia.

Quali ostacoli, Camilla, se ci sono stati hai sperimentato durante il percorso e come li hai superati? Cosa diresti a chi comincia un percorso come il tuo. Quanto è stata importante per te la passione che hai messo in quello che stavi realizzando.

Penso che l’ostacolo maggiore che ho incontrato sia stato non sapere dove dovesse andare una storia. Trovarsi a scrivere e avere la sensazione di girare intorno. Leggere e rileggere ciò che si è scritto e sentirlo vuoto, o formalmente insoddisfacente, e arrivare a rinnegarlo.

Oggi ciò che faccio di fronte a tutto questo è aspettare. Perché se un’idea deve concretizzarsi in un racconto, in una poesia o in un romanzo, lo farà. Quindi tanto vale essere umili e aspettare.

Questo non significa non lavorare. Scrivere è un lavoro, anche se non ti dà da vivere. Non importa il risultato, richiede comunque impegno. Le scrittrici, gli scrittori più grandi hanno sempre avuto una disciplina ferrea. A chi scrive, a chi vuole essere letto, direi soprattutto di ricordare una cosa: che la scrittura non ci appartiene, ci attraversa e poi deve andare altrove. Questo vale per ogni forma d’arte, secondo me. Non siamo noi a scrivere, è la scrittura che scrive, per così dire. Noi offriamo uno strumento, offriamo tempo ed impegno.

Inoltre suggerirei che se si crede in ciò che si è scritto, se lo si ama, bisogna osare e proporlo. Potranno forse arrivare dei “no”, ma si deve continuare.

Il tuo rapporto con la vita, il tuo motto, le tue credenze.

Il mio rapporto con la vita è cambiato sostanzialmente dopo la nascita di mio figlio. Oggi sento di avere un rapporto di responsabilità più profondo verso l’esistenza, forse più adulto. Ciononostante vivo la vita come una delle tante dimensioni che potremmo sperimentare.

Quando sento dire: “siamo qui di passaggio”, penso sia vero. Le situazioni che incontriamo, le prove, le persone che incrociano la nostra strada sono tutte occasioni, che ne siamo consapevoli o meno. Ci aiutano a comprendere chi siamo e cosa possiamo fare qui. Qualsiasi cosa ci accada, qualsiasi lavoro svolgiamo, qualsiasi ruolo assumiamo, deve essere al servizio della Vita. Solo così possiamo concludere il viaggio con soddisfazione. E lasciare una piccola orma che aiuti chi viene dopo di noi nel proprio cammino.

Il tuo idolo, c’è qualcuno a cui ti ispiri per realizzare la tua vita, Camilla?

Non credo negli idoli, li trovo pericolosi… Le persone cui mi ispiro e che ammiro sono molte, e provengono dagli ambiti più diversi – dal cinema così come dal mondo politico. Ma coloro che rappresentano degli esempi per me sono persone comuni. Sono le persone che senza gridare al mondo i propri successi realizzano piccole cose importanti. Quelle che nonostante lo stress quotidiano trovano il tempo per aiutare un amico. Le persone che ti guardano sempre negli occhi quando ti parlano. Quelle che sanno essere sempre dignitose seppur nella disgrazia. Le persone gentili… Ecco, per queste persone nutro un’immensa ammirazione. Non fanno cose eclatanti, ma sono fondamentali al mio sguardo.

Il libro, l’opera d’arte, o la trasmissione televisiva/ radiofonica  (ecc…) più famosa che avresti voluto realizzare tu

Se penso ad un libro me ne vengono in mente tre: “Maruzza Musumeci” di Andrea Camilleri, “Sotto in venti di Nettuno” di Fred Vargas e “Festa mobile” di Ernest Hemingway. Un’opera d’arte? Penso ai dipinti di Mark Rothko

Un film? Vorrei aver girato “Le relazioni pericolose” di Stephen Frears. Se penso ad una serie televisiva, la serie francese “Chiami il mio agente!”.

La tua citazione famosa preferita, Camilla

Mi viene in mente un aforisma di Virginia Woolf che ho scoperto grazie ad un’amica carissima: “Some people go to priests; others to poetry; I to my friends”, ovvero “Certuni vanno dai preti; altri vanno verso la poesia; io, dai miei amici”.

Il tuo ultimo “successo” lavorativo, quanto è il frutto della tua spontaneità ed esperienza e quanto invece è il risultato di fattori esterni

La pubblicazione del mio romanzo è di certo il risultato di una commistione di fattori. L’ho scritto dodici anni fa, allora arrivò finalista ad un concorso letterario nazionale ma non fu pubblicato. È rimasto nel cassetto tutti questi anni, finché l’anno scorso non ho deciso di riprenderlo in mano e revisionarlo, di ridargli valore. Sono stata felicissima che la Casa editrice “Il Falò” lo abbia apprezzato al punto di scegliere di pubblicarlo. Scriverlo è stato un lavoro lungo, anche di ricerca, e proporlo ha significato vincere alcune resistenze fatte di riservatezza, di timore del giudizio altrui, essere pronti ad accettare eventuali rifiuti e ripartire con fiducia.

Prossimi eventi

Ho iniziato a scrivere una nuova storia, che mi girava in testa da un po’ e che mi sta assorbendo molto. Tanto che mi trovo ad accorgermi che vorrei sospendere magicamente tutti gli impegni professionali e dedicarmi solo alla scrittura! Per adesso la storia è ancora abbozzata, ma credo di sapere dove stia andando…

Contatti di camilla ugolini

E-mail: camillaugolinimecca@gmail.com

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